Vestina Karate Club asd

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Giorni e Orari

Promemoria per gli Associati dei giorni e orari

ore

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

 

17

KARATE
Baby

BABY GYM Karate-Judo
3-5 anni

KARATE
Baby

18

KARATE
Fanciulli/e

KARATE
Ragazzi/e

KARATE
Fanciulli/e

KARATE
Ragazzi/e

19

KARATE
Esordienti

KARATE
Pre-Agonisti

JUDO - JU JITSU
Metodo Globale Autodifesa

KARATE
Esordienti

KARATE
Pre-Agonisti

20

KICK BOXING
Semi - Light Contact

KARATE
Agonisti Kata-Kumite

KARATE Agonisti Ka-Ku

KICK BOXING
Semi - Light Contact   

KARATE
Agonisti Kata-Kumite

21

KARATE - JU JITSU
Amatori - Non Agonisti

KARATE- JU JITSU
Amatori - Non Agonisti

 
 
 
 

Per  la Cultura Fisica gli Associati hanno a disposizione anche i seguenti orari

Mattina

Lunedì  -  Mercoledì  -  Venerdì       dalle  ore 10     alle  ore 12

Pomeriggio


dal  Lunedì   al   Venerdì                 dalle  ore 15    alle  ore 22

Informativa per gli Associati

Insegnanti Tecnici

I Corsi sono tenuti da Tecnici Federali e Laureati in Scienze dell'Educazione Motoria, in regola con le norme vigenti in base all'Art. 11 L. R. 7 marzo 2000 n° 20

Affiliati

La Vestina Karate Club Associazione Sportiva Dilettantistica dal 1995 è affiliata alla FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali). Unica Federazione di Karate, Judo, Lotta e Arti Marziali con potere giuridico e membro ufficiale delle Federazioni italiane del CONI che ne contempla l'organizzazione e lo sviluppo sul piano nazionale e olimpico. La FIJLKAM svolge la sua attività in armonia con le deliberazioni e gli indirizzi del CIO, delle Federazioni Internazionali alle quali è affiliata e dalle quali è riconosciuta come unica rappresentante in Italia e del CONI ed è la sola Federazione autorizzata a rappresentare in Italia e all'estero gli Sport del Judo, della Lotta, del Karate, dell'Aikido, del Ju Jitsu (compreso il Metodo Globale Autodifesa-MGA) ed il Sumo.  L'Associazione inoltre è affiliata allo CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) Ente Nazionale di Promozione Sportiva.

Iscrizione Registro Nazionale CONI. Codice Fiscale 91032620683.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         

                                                                              

Karate

- Bambini - Fanciulli - Ragazzi - Il Karate per le classi giovanili viene proposto in funzione degli obiettivi di avviamento motorio, sono privilegiati i giochi circuito con i seguenti schemi motori previsti: correre, saltare, rotolare. L'approccio con il Karate è dato come se fosse un gioco. I giochi circuito sono strutturati con difficoltà progressiva. Le tecniche basilari del Karate vengono fatte eseguire in forma molto semplice. Tutta l'attività è strutturata in funzione degli obiettivi educativi e formativi di educazione motoria atti a favorire l'acquisizione e il consolidamento dello schema corporeo. Le tecniche specifiche di Karate sono elementari e limitate a quegli aspetti che favoriscono l'acquisizione e il consolidamento dello schema corporeo. L'allenamento è finalizzato ad armonizzare una vasta gamma di esercizi - stimolo a carattere generale con la specificità del gesto del Karate, ovvero di quei gesti che sono compatibili e, soprattutto , stimolati per il conseguimento degli obbiettivi posti da qualsiasi progetto educativo e formativo in un ambito motorio. L'esecuzione delle tecniche specifiche del Karate hanno lo scopo di migliorare le potenzialità secondo tutti i criteri relativa a questa età di sensibile formazione comportamentale e corporea.
- Pre-Agonisti - L'allenamento per i pre-agonisti ha l'obiettivo di fornire le conoscenze teoriche e le capacità pratiche necessarie all'acquisizione delle tecniche di Karate nelle specialità: Kata, Kumite e Sound. L'obiettivo perseguito è migliorare la tecnica e l'autocontrollo con lo studio costante delle varie combinazioni a vuoto e a coppie. Il programma tecnico prevede il completamento del bagaglio tecnico e tattico. Le tecniche specifiche del Karate vengono effettuate anche con la finalità di continuare a sviluppare la coordinazione di base e la capacità di controllo segmentario. L'obiettivo è anche di avvicinare gradualmente gli Atleti alle competizioni.
- Agonisti - L'allenamento è finalizzato alle competizioni di Kata, Kumite e Sound. Gli Atleti vengono allenati tenendo presente l'aspetto tecnico e tattico e preparati soprattutto nelle varie situazioni di gara, vengono impegnati nella realizzazione di programmi motori già interiorizzati e automatizzati con il presupposto fondamentale dei criteri di valutazione di gara.
- Amatori - Non Agonisti - L'attività è basata su un lavoro di sintesi interdisciplinare che garantisce attraverso una progressiva gradualità delle tecniche proposte anche una adeguata e corretta conoscenza dell'autodifesa. L'attività fisica svolta è finalizzata alla cura del corpo con l'intenzione di renderlo il più possibile sano, forte, flessibile e armonioso.
- Baby Gym Karate-Judo    3 - 5 anni - movimento abbinato anche alla lingua Inglese, attività motoria con la musica. l'attivitàè  basata sull'apprendimento di abilità essenziali nella vita, attraverso il divertimento, la ginnastica, i giochi di ruolo, le attività creative e sulla pratica degli elementi base del Karate, del Judo e dell'Atletica. Il Baby Gym è diretto alla percezione di sè e del proprio corpo nello spazio, grazie anche all'apprendimento di alcune tecniche basilari del Karate e del Judo. I fini educativi sono diretti allo sviluppo della capacità psicomotoria e coordinativa, al senso del ritmo, la mobilità articolare, la destrezza, l'agilità, la velocità di esecuzione, l'equilibrio e la socializzazione. Il bambino imparerà il significato di lavoro di squadra attraverso giochi e gare di squadra, così da comprendere la bellezza e l'utilità del lavoro di gruppo e la condivisione delle cose con gli altri. Questo tema è stato studiato per incrementare la fiducia dei bambini in se stessi e per aiutarli ad apprezzare le abilità e le capacità degli altri.

Kick Boxing

La kick boxing, letteralmente tirare calci e pugni,  è uno sport da combattimento che combina le tecniche di calcio tipiche delle arti marziali orientali ai colpi di pugno propri del pugilato inglese. Il termine "kickboxing" è stato coniato in Giappone negli anni sessanta. In quel periodo le uniche forme di combattimento a contatto pieno erano il full contact karate, il muay thai thailandese, il Sambo russo, il taekwondo coreano ed il sanda cinese. Le tecniche di pugno utilizzate nella kickboxing sono le stesse del pugilato occidentale: diretti, ganci, montanti e combinazioni dei tre. Esistono diverse tecniche di calcio nella kickboxing; di queste alcune vengono considerate fondamentali, altre sono varianti o tecniche speciali che possono essere utilizzate in combattimento. Le tecniche fondamentali di gamba utilizzate nella kickboxing sono il calcio frontale, il calcio laterale,il calcio circolare,calcio ad ascia. Nella versione americana della kickboxing, quella proveniente dall' American Full contact karate, si sono sviluppate tre formule fondamentali: il Semi-contact,  il Light-contact e il Full-contact.  Per sfruttare al meglio il regolamento, negli anni la tecnica che caratterizza ognuna di queste versioni si è evoluta tanto da rendere completamente diversa l'impostazione e la preparazione degli atleti che la praticano. Per esempio la guardia laterale tipica del semi-contact è considerata pericolosa e da evitare nel full-contact. Inoltre esistono anche le versioni low kick e kick-light.

- Semi-contact

Il Semi-contact  che significa "contatto limitato", è una formula della kickboxing che prevede un combattimento non continuato a punti.  Poiché il contatto deve essere necessariamente limitato o controllato, richiede soprattutto doti specifiche di rapidità, prontezza e velocità. I due atleti combattono su di un tatami e si trovano uno di fronte all'altro posti ad una certa distanza mantenendo una posizione di guardia laterale rispetto all'avversario. Il combattimento dura due minuti per round (che variano a seconda delle manifestazioni o delle fasi di una competizione) e consiste nell'avanzare frontalmente seguendo una linea immaginaria, entrare a contatto con l'avversario e nella frazione di un secondo, quindi in modo fulmineo e rapidissimo così da privilegiare la velocità e la prontezza ad altre doti, assestare una tecnica di pugno o di calcio al bersaglio, e dunque, in una delle zone "legali" del corpo dell'avversario (quindi nel tronco e nella testa, escludendo colpi ai genitali, alle gambe, al collo e ai reni). Al termine del "contatto", l'arbitro di gara interrompe momentaneamente il combattimento e assegna il punto ad uno dei due contendenti. Una tecnica famosa del semi-contact è il "blitz", una tecnica di attacco improvviso, che non esiste nelle altre formule della kickboxing perché poco utile specialmente in caso di contatto pieno. Il semi-contact, facendo un paragone con altri sport, potrebbe essere definito come lo "scherma" della kickboxing.

- Light-contact

Il Light-contact, che letteralmente significa "contatto leggero", ma è inteso anche come "contatto controllato" ed è una formula della kickboxing che prevede un combattimento continuato a punti.  Come nel semi-contact, il contatto deve essere necessariamente limitato o controllato, e privilegia soprattutto le doti specifiche di esecuzione tecnica e di pulizia dei colpi che vanno eseguiti con scioltezza e velocità, privilegiando la tecnica alla forza. I due atleti combattono su di un tatami o ring, ma a differenza del semi-contact sono liberi di muoversi sul quadrato di gara a loro piacimento, e senza che l'arbitro interrompa il combattimento dopo l'esecuzione di una tecnica portata a segno. Il combattimento dura due o tre round da due minuti a secondo del tipo di competizione Regionali, Italiani o internazionali e i due atleti, combattono in posizione di guardia frontale o semifrontale uno dall'altro, possono trovarsi anche a distanza molto stretta e colpirsi a vicenda con le varie tecniche di pugno e di calcio previste si hanno diverse categorie come nel semi contact  fino a cintura Verde e blu marrone e nere, richiesto nella manifestazione in cui partecipano. L'arbitro di gara può fermare l'incontro solo in caso di "break", quando cioè gli atleti si trovano in clinch e vanno distanziati, oppure in caso di richiamo per eccessivo contatto, scorrettezze o uscita dal quadrato di gara: i richiami e le uscite comportano una sottrazione di punti e un punto alla seconda uscita alla quarta uscita dal tatami l'atleta viene squalificato. Poiché nel light-contact non è previsto il K.O., la vittoria è perseguibile soltanto accumulando più punti dell'avversario e in caso di parità  si ha la decisione arbitrale di preferenza.

- Kick-light

Esiste infine una versione del light-contact, definita Kick Light, che aggiunge alla tradizionale formula del light-contact la possibilità di colpire con i low kick, cioè con i calci circolari bassi nella parte interna o esterna del quadricipite: l'unico tipo di calcio che si può eseguire al di sotto della cintura.  La differenza con il tradizionale light-contact è che nella kick light le distanze si accorciano ulteriormente e l'atleta necessita di una prontezza e di una mobilità maggiore per evitare i pericolosissimi calci portati sotto la cintura e sferrati nella coscia, che naturalmente danno punti.

- Full-contact

Il Full-contact, che significa "contatto pieno", è la formula più impegnativa della kickboxing, e universalmente riconosciuta come la "formula principe" di questo sport.  Prevede un combattimento continuato e a pieno contatto e infatti, a differenza del semi-contact e del light-contact, il contatto va portato con forza e potenza, privilegiando, appunto, la forza e l'incisività dei colpi, che tuttavia devono essere portati in maniera pulita e precisa.  Il full-contact richiede una preparazione decisamente dura da parte dell'atleta, il quale è chiamato ad affrontare un tipo di combattimento che stavolta prevede il Knock-out (il K.O.), e cioè, a differenza del semi e del light-contact, dove la vittoria è perseguibile esclusivamente accumulando più punti dell'avversario, nel full per prevalere sull'avversario è possibile provocargli un danno talmente eccessivo (ad esempio un violento colpo nel fegato) che provoca l'impossibilità da parte di questi di proseguire il match.

Ju Jitsu

È consuetudine far risalire le origini del Ju Jitsu ("arte della cedevolezza" o "della flessibilità") al Giappone dell'epoca Kamakura (1185-1333), quando i bushi (guerrieri) iniziarono lo studio e la codificazione di tecniche - con e senza l'uso delle armi - per neutralizzare i nemici. Nel corso dei secoli queste tecniche furono elaborate da abili sensei (maestri), che fondarono molteplici ryu (scuole), ognuno dei quali tentava di affermare la propria invincibilità nel combattimento. Tutto ciò conduceva a frequenti sfide durante le quali tutti gli allievi di un ryu si recavano presso una scuola rivale per saggiare l'efficacia del proprio stile. Questi incontri vennero denominati Dojo Arashi ("tempesta che si abbatte dove si studia il metodo"). Alcuni fra i tanti ryu diffusisi in Giappone furono: Tenjin Shinyo, Muso Jiken, Yoshin, Aio, Kito, Katori Shinto.
Il Ju Jitsu giunse nel nostro paese all'inizio del '900, diffuso dai marinai che lo avevano appreso durante la permanenza nel Mar della Cina delle nostre navi da guerra, in particolare degli incrociatori Marco Polo e Vesuvio
Con Carlo Oletti si ritiene datare l'inizio della diffusione organica del Ju Jitsu identificato con la denominazione successiva di Judo, ma a Gino Bianchi si deve negli anni '40 l'introduzione della"Dolce Arte"in Italia. Dal 2003 all'attività prettamente tecnica dello studio dei Settori e dei Kata si è affiancata quella agonistica con la creazione di un calendario annuale di gare che prevede l'utilizzo del Regolamento Internazionale delle competizioni di Fighting System (prova individuale di combattimento) e di Duo System (prova di abilità tecnica a coppie).

Metodo Globale Autodifesa MGA

Il Metodo Globale di autodifesa della FIJLKAM è un programma tecnico multidisciplinare ideato per fornire ai suoi praticanti un valido sistema di difesa e che si basa sui principi di flessibilità e di cedevolezza su cui si fondano tutte le arti marziali.
Rappresenta una equilibrata sintesi delle tecniche più efficaci derivate dalle discipline di combattimento volte alla difesa, trasformando a proprio vantaggio le energie impiegate dall’aggressore.

Cultura Fisica

L'organismo umano non è nato per l'inattività: il movimento gli è connaturato e una regolare attività fisica, anche di intensità moderata, contribuisce a migliorare tutti gli aspetti della qualità della vita.
Al contrario, la scarsa attività fisica è implicata nell'insorgenza di alcuni tra i disturbi e le malattie oggi più frequenti: diabete di tipo 2, malattie cardiocircolatori (infarto, miocardico, ictus, insufficienza cardiaca), tumori.
In Italia il 30% degli adulti tra 18 e 69 anni svolge, nella vita quotidiana, meno attività fisica di quanto è raccomandato e può essere definito sedentario. In particolare, il rischio di sedentarietà aumenta con il progredire dell'età, ed è maggiore tra le persone con basso livello d'istruzione e difficoltà economiche. La situazione è migliore nelle regioni del nord Italia, ma peggiora nelle regioni meridionali. Come in altri paesi europei, l'attività motoria della popolazione in Italia è diminuita di pari passo con i grandi cambiamenti del lavoro e dell'organizzazione delle città. Da una parte lo sviluppo dell'automazione, anche nel lavoro domestico, e il deprezzamento sociale del lavoro manuale, dall'altra la dominanza del trasporto motorizzato e la riduzione di spazi e sicurezza per pedoni e ciclisti. Assieme a questi fattori, si sono sempre più ristretti gli spazi per il gioco libero dei bambini e per i giochi e gli sport spontanei e di squadra; queste attività hanno ora luoghi deputati la cui accessibilità è limitata ed ha un costo, non solo monetario. Inoltre, giocano un ruolo il valore che viene socialmente assegnato alle attività motorie ed altri fattori come i modelli genitoriali e il peso attribuito all'attività motoria nel curriculum scolastico. Questi ostacoli rendono difficili i comportamento motori attivi.
I benefici dell'attività fisica:
Muoversi quotidianamente produce effetti positivi sulla salute fisica e psichica della persona. Gli studi scientifici che ne confermano gli effetti benefici sono ormai innumerevoli e mettono in luce che l'attività fisica:
migliora la tolleranza al glucosio e riduce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2;
previene l'ipercolesterolemia e l'ipertensione e riduce i livelli della pressione arteriosa e del colesterolo;
diminuisce il rischio di sviluppo di malattie cardiache e di diversi tumori, come quelli del colon e del seno;
riduce il rischio di morte prematura, in particolare quella causata da infarto e altre malattie cardiache;
previene e riduce l'osteoporosi e il rischio di fratture, ma anche i disturbi muscolo-scheletrici (per esempio il mal di schiena);
riduce i sintomi di ansia, stress e depressione;
previene, specialmente tra i bambini e i giovani, i comportamenti a rischio come l'uso di tabacco, alcol, diete non sane e atteggiamenti violenti e favorisce il benessere psicologico attraverso lo sviluppo dell'autostima, dell'autonomia e facilità la gestione dell'ansia e delle situazioni stressanti.
produce dispendio energetico e la diminuzione del rischio di obesità;








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